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#VoiPartners – Meet Emilio Patella, UNASCA National Secretary for Driving Schools

#VoiPartners – Meet Emilio Patella, UNASCA National Secretary for Driving Schools

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Voi – Cities made for Living, ovvero città che mettono le persone al centro, grazie ad una mobilità efficiente, sostenibile ed inclusiva in cui la micromobiità elettrica ed in sharing è protagonista di questa trasformazione.E’ questa la nostra missione, quello che ci appassiona e spinge a dare il meglio ogni giorno. Non è solo un obiettivo ma piuttosto un movimento, al quale invitiamo a partecipare amministrazioni pubbliche, organizzazioni, associazioni, ONG che condividono con noi la medesima visione.#VoiPartners è la nuova rubrica del nostro blog in cui vi presenteremo i protagonisti, insieme a noi di Voi, di questo percorso che abbiamo intrapreso e che abbiamo tutta l’intenzione di rendere reale.

UNASCA, di cosa si occupa?

UNASCA è l’Associazione maggiormente rappresentativa a livello nazionale delle categorie delle Autoscuole e di quella delle Imprese di Consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto, fondata il 25 febbraio 1967. Con oltre 3.000 imprese iscritte svolge sul territorio l’80% circa delle formalità dei veicoli servendo circa 11/12 milioni di utenti all’anno. UNASCA cura e promuove la valorizzazione professionale degli associati, nonché il loro l’aggiornamento, è sostenitrice e promotrice dell’educazione e sicurezza stradale, anche tramite forme di cooperazione e collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni. E’ il membro italiano nell’E.F.A. Europaische Fahrlehrer Assoziation e V., l’Organizzazione Europea delle Autoscuole; inoltre è membro dell’ETSC – EUROPEAN TRANSPORT SAFETY COUNCIL (Consiglio Europeo della Sicurezza Dei Trasporti) di Bruxelles.

UNASCA e VOI: qual è lo scopo della nostra partnership?

La convivenza fra automobili e nuovi veicoli di mobilità è percepita dal grande pubblico come un problema da risolvere. E’ per questo che UNASCA e Voi Technology hanno firmato il primo accordo in Italia fra l’associazione di autoscuole e l’operatore di micromobilità in sharing. Parte integrante dell’accordo è la realizzazione di un modulo aggiuntivo al consueto corso di formazione per il conseguimento della patente.Nel dettaglio il progetto prevede la fornitura da parte di Unasca ad autoscuole selezionate di un “test” da distribuire ai corsisti, che determini la loro conoscenza, previo insegnamento, del veicolo “monopattino” e di dove si può condurre e parcheggiare. I risultati di questi test serviranno per valutare l’efficacia del modulo. Successivamente, UNASCA fornirà alle oltre 3.000 autoscuole associate su tutto il territorio italiano, il modulo aggiuntivo al consueto corso formativo per ottenere la patente di guida. Potenzialmente, potranno quindi beneficiarne circa 150.000 futuri automobilisti all’anno. Il modulo, redatto insieme a Voi Technology e tratto da RideLikeVoila, primo corso digitale e gratuito di sicurezza stradale sviluppato internamente dall’azienda.Inoltre, Voi Technology ed UNASCA, terranno nel corso del mese di giugno, tre eventi sulla sicurezza stradale e sulla corretta conduzione dei monopattini in collaborazione con tre autoscuole associate ad UNASCA: una a Torino, una a Milano ed una a Roma.

Presente e futuro: l’intervista al nostro partner

Emilio Patella, Segretario Nazionale Autoscuole di UNASCA, ha risposto a una breve intervista per raccontarci, dal suo punto di vista, come potremo creare insieme delle Città fatte per essere vissute.

La nostra vision è “Città fatte per essere vissute”. Come dovrebbe essere, secondo te, una “Città fatta per essere vissuta”?

La risposta immediata che mi viene in mente è “ a misura d’uomo”. Nella pratica vuol dire una città verde, con grandi spazi comuni, con una mobilità ordinata e non caotica, con la possibilità di spostarsi in tempi ragionevoli, dove le persone, in particolare le più fragili, si sentano sicure.

Cosa sta facendo la vostra associazione per creare il modello di città del futuro o, in altre parole, una città fatta per vivere?

Unasca rappresenta le autoscuole e gli studi di consulenza automobilistica, due realtà che con compiti diversi lavora sulla mobilità, sui conducenti e sui veicoli. Pertanto ciò che stiamo facendo è soprattutto rivolto a questo mondo.Come autoscuole ci sforziamo di formare i conducenti, cioè una parte maggioritaria si cittadini che utilizzano le strade, perché siano responsabili, educati, rispettosi dell’ambiente e della vita propria e degli altri.I valori di Voi sono:

  1. Spingersi oltre i limiti 
  2. Costruire con empatia
  3. Guidare insieme

Trovi che siano affini a quelli di UNASCA?

Sicuramente si. Noi cerchiamo ogni giorno, in ogni lezione di teoria e di guida, di spingere l’allievo oltre i propri limiti fisici, mentali, di coordinazione, di conoscenza per migliorare.Dobbiamo costruire con l’allievo un percorso condiviso e farlo con empatia, altrimenti diventerebbe una imposizione e quindi perderebbe di efficacia nel momento in cui da allievo diventa conducente.Cerchiamo di far capire ai nostri allievi che sulla strada non sono soli ma devono “ guidare assieme agli altri” anche se isolati da un casco o dalla carrozzeria della autovettura.L’interazione con gli altri utenti della strada è la prima cosa per garantire sicurezza, serenità, una guida rilassata, una migliore qualità della vita.

In che modo la nostra partnership secondo te sta contribuendo a mettere in pratica questi valori?

Credo sia l’esempio pratico di quanto detto. Oggi il monopattino è guardato con sospetto e spesso con fastidio da parte degli altri utenti; dai pedoni che si sentono minacciati, dagli automobilisti che non sopportano un nuovo competitor che occupa spazio: circola a velocità ridotta e a volte in modo avventato. La nostra collaborazione ha lo scopo di avvicinare le persone, pedoni, conducenti di monopattini, guidatori di veicoli, sensibilizzare all’uso delle regole, educare a guardare anche gli altri e comprenderne esigenze e necessità. Insomma: a convivere.

Che cos’è per voi la “sicurezza stradale”?

Una ragione di vita. Molti si occupano di sicurezza stradale quando sono coinvolti da un incidente, oppure per promuovere campagne o iniziative, a volte molte belle. Per noi autoscuole è la nostra professione, così come lo è per molti altri operatori ( polizia, costruttori, periti, operatori sanitari, ecc.). In sostanza lavoriamo per la sicurezza stradale tutti i giorni.

Che cos’è per voi l’inclusione nella mobilità?

La possibilità per ogni cittadino di potersi muovere in sicurezza e con facilità, senza barriere o ostacoli. Le barriere sulla strada ci sono e ci devono essere solo se servono a proteggere, non ad escludere.

Quale sarà il ruolo della micromobilità nel futuro, secondo te?

Un ruolo importante e complementare ad altre forme di mobilità. Vogliamo un mondo più pulito, vogliamo muoverci senza passare ore chiusi in una scatola, vogliamo meno auto ferme per ore ad occupare spazi che potrebbero essere utilizzati meglio e tutto questo passa per un uso meno ingombrante delle auto private, più micromobilità in particolare in aree urbane e in aree dal grande valore artistico e naturalistico, cosa che il nostro Paese ha in abbondanza.

Se dovessi pensare ad un capitolo 2 della nostra partnership cosa altro vorresti sviluppare con noi?

In primo luogo vorrei sviluppare bene il primo capitolo. Sembra banale ma non lo è.Siamo sommersi da mille problemi, tante sollecitazioni e diventa difficile a volte aderire ad una nuova iniziativa, comprenderne il significato, dedicarci del tempo.

Quali sono i principali progetti di UNASCA per i prossimi mesi di cui ti va di parlarci?

Il nostro obiettivo è elevare il livello della formazione dei conducenti. Oggi è troppo condizionata dai programmi e dalla modalità degli esami, non sempre adeguata alle esigenze di una mobilità in continuo cambiamento. Gli esperti dicono che la maggior parte degli incidenti avviene per comportamenti sbagliati ( distrazione, abuso di alcool, uso del cellulare, velocità elevata). La gran parte delle persone coinvolte in questi incidenti conosce queste regole, sa che non è possibile utilizzare il cellulare alla guida, conosce ilimiti di velocità, sa che non deve bere alcolici, eppure questi comportamenti sbagliati sono comportamenti diffusi, anche quando per fortuna non causano incidenti. Da cosa dipende?Probabilmente dal fatto che queste norme non sono diventate “ un valore” , non sono state interiorizzate ma soltanto “ imparate” per obbligo, per superare l’esame. Ecco qual è il nostro obiettivo: lavorare sulle coscienze.

ENGLISH:

#VoiPartners

Let’s meet UNASCA

Cities made for living means creating cities with a focus on people’s needs, by having an efficient, sustainable and inclusive mobility system. As part of this transformation, e-sharing micromobility plays a central role. This is our mission, what we are passionate about and what drives us to give our best every day. In fact, it is not just a goal but rather a movement, in which we invite local authorities, organisations and NGOs who share the same vision with us to join us.#VoiPartners is a new section on our blog where we will introduce you to some of the key players creating change in creating cities made for living. The protagonists of this journey that we have embarked on.

UNASCA, what is it about?

UNASCA is Italy’s largest association of Driving Schools and consultancies for road traffic, founded on 25 February, 1967. With more than 3,000 members, it carries out about 80% of the bureaucracy related to vehicles, serving about 11 to 12 million users a year. UNASCA cares for and promotes the professional development of its members, as well as their training, and collaborates with public authorities to promote and provide education on road safety. It is the Italian member in the E.F.A. Europaische Fahrlehrer Assoziation e V., the European Organization of Driving Schools and is also a member of the ETSC – EUROPEAN TRANSPORT SAFETY COUNCIL, in Brussels.

UNASCA and VOI: what is the purpose of our partnership?

The co-existence of cars and micromobility is perceived by the general public, and us, as an issue that must be resolved. That is why we have signed the first agreement ever between a micromobility operator and UNASCA in Italy. A fundamental part of the agreement is the creation of an additional chapter to the usual training course for obtaining a driving licence.The project involves the distribution of a test to selected driving schools which will determine the student’s prior knowledge of the e-scooter as a vehicle, including where it can be ridden, parked and so on. Subsequently, UNASCA will provide over 3,000 member driving schools throughout Italy with an additional chapter to the usual training course to obtain a driver’s licence, edited by us. Potentially, about 150,000 future drivers per year will benefit from this. The chapter contains content taken from RideLikeVoila, the first digital and free road safety course developed in-house by Voi.In addition, we will hold three events on road safety, in collaboration with UNASCA, teaching riders about how to ride safely and responsibly.. These events will also be in partnership with three different driving schools in Turin, Milan and Rome.

Present and future: the interview with our partner

Emilio Patella, UNASCA’s National Secretary of Driving Schools, chatted with us to share some thoughts on how he believes we can work together to create cities made for living.

Our vision is “cities made for living’”. What should that look like, in your opinion?

The immediate answer that comes to mind is “human-scale city”. In practice it means a green city, with large common spaces, orderly and non-chaotic mobility, and the ability to get around in reasonable time, where people, particularly the most frail, feel safe.

What is your association doing to create the model city of the future?

UNASCA represents driving schools and automotive consulting firms, two entities working in their own way on mobility, drivers and vehicles. Therefore, everything we do is targeted at these stakeholders. As driving schools we strive to train and educate drivers, the majority of people who use the roads, to be responsible, knowledgeable and respectful on the roads and, therefore, of their own and others’ lives.

The values of Voi are pushing boundaries, building with empathy and riding together. Do these align with UNASCA’s values?

Definitely. We try every day, in both theory and practical driving lessons, to push students beyond their physical and mental coordination and knowledge limits.We have to build a shared path with the students and do it with empathy, otherwise teaching would become an imposition and lose its effectiveness.We try to make our students understand that they are not alone on the road. On the contrary, they must “drive together with others” even if they have a sense of isolation when wearing a helmet, or by having a car structure around them. Guaranteeing good interaction with other road users is the first thing to ensure safety, serenity, relaxed driving and a better quality of life.

How do you think our partnership is helping to put these values into practice?

I think it is the practical example mentioned above. E-scooters are currently perceived with suspicion and often with annoyance by others. For example, by pedestrians who feel threatened, by motorists who can’t stand a new competitor taking up space. Riding at slow speed and, in some cases, recklessly. Our collaboration aims to bring pedestrians, e-scooters riders and other vehicle drivers together. It also aims to raise awareness of riding rules, educate them to look at others and understand their needs and requirements. In short: to coexist.

What does “road safety” mean to you?

A reason for living. Many people get involved in road safety when they are involved in an accident, or to promote campaigns or initiatives, sometimes very nice ones. For us in driving schools it is our profession, as it is for many other professionals ( police, builders, health workers etc). In essence, we work to achieve road safety every day.

What is mobility inclusion for you?

The ability for every citizen to be able to move safely and easily without barriers or obstacles. Barriers on the road are there and should be there only if they serve to protect, not exclude.

What do you think will be the role of micromobility in the future?

An important and complementary role to other forms of mobility. We want a cleaner world, we want to get around without spending hours locked in a box (as in our cars), we want fewer cars parked for hours and taking up space that could be better used. All of this comes through less use of private cars and more micromobility solutions, particularly in urban areas or those of great cultural and natural value, something our country has in abundance.

If you were to think of a second chapter to our partnership, what else would you like to develop with us?

First, I would like to develop the first chapter well. It sounds trivial but it is not. We are overwhelmed with a thousand problems, so many stresses, and it becomes difficult sometimes to join a new initiative, to understand its meaning and to devote proper time to it.

What are UNASCA’s main plans for the coming months?

Our goal is to raise the level of training for drivers. Today it is too conditioned by programmes and the way that exams are conducted, meaning that they are not shaped by the needs of mobility, which is always changing.Experts say that most accidents happen because of bad behaviour (distraction, alcohol abuse, mobile phone usage, high-speed). Most people involved in these accidents know the rules, know that you cannot use a mobile phone while driving, know the speed limits, know that they should not drink alcohol, yet this irresponsible and illegal behaviour is widespread , even when, fortunately, it doesn’t always cause accidents.

What is the reason for this?

Probably the fact that these norms have not become ” a value” , have not been internalised, but only ” learned” out of obligation, in order to pass the test to get your own driving licence.This is what our goal is: to work on people’s consciences.

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